Gli amici allungano la vita - Confortano più della famiglia

Secondo un recente studio condotto in Australia presso l’Università Flinders di Adelaide, l’averne tanti ci fa vivere meglio e più lungo.Chi trova un amico trova un tesoro. Ce lo insegnano da piccoli e man mano che si cresce si diventa sempre più consapevoli della verità di queste parole. Gli amici sono un bene raro e prezioso, difficile da trovare e da difendere e coltivare a tutti i costi. Ora si scopre che il loro ruolo di confidenti e di sostegno fedele nelle vicende della vita quotidiana sono un toccasana che... ci allunga addirittura la vita molto più di quanto non facciano i familiari.

E questo il risultato a cui giunge uno studio scientifico: secondo questa curiosa ricerca chi ha tanti amici, e più se ne ha meglio è, vede aumentare il senso di autostima, soffre meno di depressione e magari si lascia convincere più facilmente ad adottare comportamenti e stili di vita più sani. Insomma, vive meglio e più a lungo. Lo studio è stato condotto presso l’università Flinders di Adelaide in Australia, con i fondi anche dell'Istituto nazionale per l'invecchiamento Usa.I ricercatori hanno monitorato per oltre dieci anni le condizioni di salute di 1.500 persone dai 70 anni in su. L'indagine, in un primo tempo, aveva lo scopo di individuare come alcuni fattori economici, ambientali e comportamentali, influiscono sul benessere e sulla sopravvivenza degli anziani. I risultati hanno però sorpreso gli stessi studiosi.

I ricercatori hanno chiesto ai soggetti che partecipavano alla ricerca di tenere conto e riferire il livello dei loro contatti sociali e delle loro telefonate a parenti e amici. Gli studiosi hanno così esaminato tre categorie di attività sociali: quelle con la famiglia, quelle con gli amici veri e propri, quelle con i cosiddetti confidenti, che possono essere consiglieri spirituali come psicologici o anch'essi amici. Spiega Lynne Giles, l'autore principale del rapporto:  "Nel differenziare i ruoli di amici, parenti e confidenti abbiamo potuto dimostrare come siano gli amici, piuttosto che i familiari, a portare i benefici più ampi in termini di longevità, almeno in età avanzata".

A dieci anni dall'avvio dell'analisi, gli anziani che hanno mostrato di vivere più a lungo sono stati quelli con molti amici stretti; quelli che hanno potuto contare sull’appoggio dei “confidenti” hanno vissuto anch'essi più della media, ma non tanto quanto i precedenti. Al contrario, i volontari la cui esistenza era principalmente incentrata su figli e famiglia non hanno goduto di alcun effetto particolarmente positivo sulla longevità. Si sapeva già che il fatto di poter contare su una valida rete di legami affettivi aumentava le aspettative di vita, eppure il ruolo prioritario giocato dall'amicizia era inatteso. Per gli ultrasettantenni una buona rete di amici, in termini statistici, ha mostrato di “valere” una riduzione addirittura del 22% dei rischi di morte rispetto agli anziani che potevano contare invece di una maggiore vicinanza dei propri figli.

Un dato ancora più eclatante è che il miracoloso effetto dell'amicizia si è manifestato anche in presenza di cambiamenti drammatici nella vita degli anziani studiati, come ad esempio la morte del partner, o il trasloco in altre aree del Paese. Secondo gli studiosi - che hanno pubblicato i risultati dei test sul “Journal of epidemiology and community health” - "gli amici sembrano avere un positivo effetto contro la depressione e la mancanza di autostima, contribuendo a un senso di controllo sulla propria vita”  Per quanto riguarda invece i rapporti familiari, anche nei confronti di parenti molto stretti come quelli che si hanno con i proprio figli, anche questi possono dare benefici simili, ma di fatto non è proprio così. Una possibile spiegazione? Siamo noi a scegliere le persone che eleggiamo ad amici, mentre non si può dire lo stesso per quanto riguarda i parenti.

Fonte: www.tgcom.it