La gioventù muore via sms: il caso della ragazza suicida

 E’ di ieri la notizia del suicidio di una ragazza di 18 anni che si è sparata con la pistola del padre nel bagno di una scuola siciliana. Recente è anche il resoconto circa le abitudini e le solitudini dei nostri ragazzi vagabondi tra telefonini, sms, e hot dogs. Il telefonino surrogato di un genitore distratto e stressato da un modello di società che trita e consuma tutto, che ti fa vedere il miraggio del tempo libero che aumenta ma che non sappiamo come riempire. Le relazioni sociali, i contatti, affidati ad un computer, si accorciano le distanza ma aumenta la solitudine, lo smarrimento la mancanza di sogni, di desideri, obiettivi validi per un futuro. Drammatica la situazione dei nostri giovani aggravata da gravi e colpevoli carenze di strutture di ogni tipo che possano aiutare i ragazzi e dare loro almeno un luogo dove ritrovarsi, dove scoprire interessi, che non sia solo il solito fast food all’interno di un centro commerciale e in molte realtà neanche quello. Abbiamo creato un esercito di giovani con le teste rasate fuori e vuote dentro, dove non c’e’ il vuoto c’è comunque lo smarrimento, vivere ma per cosa per chi? Allora appare allo stesso tempo tragico, chiarificatore e drammaticamente normale che una diciottenne decida di comunicare l’intenzione di uccidersi tramite due sms, scrivendo parole simili a quelle ascoltate nelle pseudo musiche di uno pseudo cantante rock maledetto, uno dei tanti millantatori, sfruttatori della nostra gioventu’, dove il business viene prima di tutto e ad ogni costo, anche lui rotella di un ingranaggio piu’ grande ma stiamo tranquilli lui saprà bene come spendere la propria vita non ci pensa nemmeno a spedire due sms e poi spararsi.

Fonte: Publiweb