I media

Innanzitutto va constatato che gli strumenti mediatici fanno ormai parte della vita di adulti e bambini in misura sempre crescente. Da un’indagine compiuta dal dott. Tonino Cantelmi deriva che il 70% dei bambini maschi, in età compresa fra i 6 e i 10 anni, gioca con i videogames tutti i giorni, 1-2 ore in media, con abusi che superano le 5 ore al giorno nel 5 % dei casi. 
Questo provoca conseguenze nel comportamento dei giovanissimi come difficoltà nelle relazioni, irritabilità ed eccitabilità.

Il 35% dei bambini del campione analizzato navigano in internet con medie settimanali di 6/7 ore. Si profila così la condizione di “ecno-autismo”, per cui il bambino non riesce ad esprimere le proprie emozioni se non attraverso l’uso delle tecnologie.

Da un campione di oltre 300 persone adulte di età compresa tra i 16 e i 40 anni, risulta invece il 10% di tech-abusers, che restano collegati in internet per oltre 60 ore settimanali, con compromissione dei rapporti interpersonali. La maggior parte cercano contatti erotico-sentimentali.
Lo psicologo Paolo Crepet afferma che la nostra società oggi è caratterizzata dal paradosso dei media nella quale “manca il dialogo perché sono gli stessi mezzi di comunicazione, come internet e televisione a isolare le persone dalla realtà”.

Così come internet e i videogiochi anche il cellulare ha dei riscontri sul comportamento; “il telefonino ha una sua dimensione affettiva, viene usato come strumento per annullare l’esperienza di solitudine, regola la distanza, modera la separazione…e la solitudine sottesa a questo bisogno è sociale oltre che individuale” sottolinea lo psicologo e gruppoanalista Luciano Di Gregorio. Rileva, inoltre, che il telefonino può diventare addirittura un ostacolo alla comunicazione “perché lo strumento non è affatto neutro. Può diventare il mediatore che fa da scudo all’affettività e di cui si rischia di non poter fare a meno. Si scambiamo chiamate e messaggini con persone con le quali, di fronte in carne e ossa, non si riesce più a gestire le emozioni. Succede nei rapporti nuovi come in quelli consolidati, così come quelli in crisi.
Per non impoverirsi allora, piuttosto che a distanza, col telefonino, è meglio sforzarsi di comunicare di persona con chi si ha davanti”.

 

 

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